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Il nonno mago episodio 3
Kimboy74
05.03.2026 |
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""Cosa volete?"
"Vogliamo le chiavi di questo ufficio, " ordinò Karl, avvicinandosi a Girolamo e accarezzandogli i capelli con un possesso nuovo..."
Episodio 3: Il Ricatto e la Sottomissione del ProfessoreLa mattina successiva all'abuso nell'ufficio di Müller, Girolamo si trascinava per i corridoi del collegio come un'ombra. Ogni fibra del suo corpo doleva, ma era un dolore vibrante, quasi elettrico. Sotto la divisa maschile, che ormai faticava a contenere le sue nuove forme, sentiva la pelle bruciare. La pozione di Anselmo stava accelerando: i seni erano diventati piccoli pompelmi sodi e pesanti, i capezzoli così ipersensibili che lo sfregamento della camicia lo costringeva a mordersi le labbra per non gemere davanti a tutti.
Approfittando di un’ora di buco, si rifugiò nelle docce comuni, sperando nella solitudine. Ma non appena l'acqua calda iniziò a scivolare sulle sue curve, la porta dello spogliatoio si spalancò. Karl e Marco, i due atleti di punta del collegio, entrarono ridendo, ancora eccitati dagli allenamenti mattutini.
Girolamo si raggelò, cercando di rannicchiarsi in un angolo, ma il vapore non poteva nascondere il miracolo alchemico che stava avvenendo. Karl si fermò di colpo, lasciando cadere l'asciugamano. "Ma che cazzo... Girolamo?"
Marco fece un passo avanti, lo sguardo fisso sulla schiena inarcata del compagno e sui fianchi che si aprivano in una curva perfetta. "Quelle non sono imbottiture, Karl... guarda come traboccano." Senza chiedere il permesso, Marco allungò una mano, afferrando uno dei seni di Girolamo da dietro. Un gemito acuto scappò dalla gola del ragazzo mutato, mentre il capezzolo sporgeva prepotente tra le dita del compagno.
"È una figa vera, Marco! Guarda qui!" esclamò Karl, inginocchiandosi e separando le natiche di Girolamo. La fessura magica era già rossa, umida e pulsante, ancora dilatata dalle attenzioni di Müller. La vista di quel tesoro nascosto fece perdere ai due ragazzi ogni residuo di controllo.
I due amici si spogliarono in un istante. Karl lo afferrò per la vita, sollevandolo leggermente per far scontrare la sua nuova carne contro le piastrelle, mentre Marco lo prendeva da dietro. Lo scoparono con una foga giovanile e brutale che non somigliava a quella gelida del professore; era una brama pura, un desiderio che riconosceva in Girolamo non solo un esperimento, ma un oggetto di piacere supremo. Karl martellava la figa, sentendo le pareti alchemiche stringersi e mungere il suo membro a ogni affondo, mentre Marco si impossessava del culo, affondando fino alle palle con spinte ritmiche che facevano oscillare i seni di Girolamo in modo frenetico.
"Sì... riempitemi... tutto!" urlava Girolamo, ormai completamente arreso alla sua natura. L'orgasmo lo travolse in un'esplosione di fluidi magici e sperma dei compagni che colava lungo le cosce, mescolandosi all'acqua della doccia.
Mentre riprendevano fiato, Karl notò i segni violacei sui fianchi di Girolamo. "Questi non li abbiamo fatti noi. È stato quel bastardo di Müller, vero?"
Girolamo, tremante, crollò. Raccontò dell'accordo tra suo nonno e il professore, del fatto che Müller lo considerava sua proprietà privata e che lo avrebbe usato ogni sera fino a distruggerlo. Un lampo di rabbia e furbizia passò negli occhi di Marco. "Nessuno tocca quello che è nostro, specialmente un professore che abusa del suo potere. Karl, abbiamo un'idea migliore di una semplice rissa."
Quella sera, il piano scattò. Girolamo fu convocato come al solito nell'ufficio di Müller. Il professore lo aspettava con una frusta di cuoio sul tavolo, pronto a sfogare le sue perversioni. "Togliti tutto, troietta. Stasera voglio vedere quanto può allargarsi quel buco nero che hai dietro," sibilò Müller, ignorando che fuori dalla finestra, nascosti nell'oscurità del cortile, Karl e Marco stavano puntando un iPhone ad alta risoluzione verso la fessura delle tende.
Müller fu spietato. Spogliò Girolamo e lo costrinse a posizioni degradanti, vantandosi apertamente del suo patto con Anselmo. "Tuo nonno ti ha creata per me, nipotina. Sei solo un buco magico senza diritti. Goditi il mio cazzo perché non avrai mai altro!" Il video registrò ogni parola, ogni colpo, ogni gemito forzato e la chiara evidenza della mutazione indotta.
Proprio quando Müller stava per scaricarsi nel culo di Girolamo, la porta dell'ufficio venne spalancata con un calcio. Karl e Marco entrarono, con i telefoni ancora in mano, mostrando l'anteprima del video che stava già caricando su un cloud privato.
"Fine dei giochi, professore," disse Karl con una calma glaciale.
Müller impallidì, cercando freneticamente di coprirsi. "Cosa... cosa significa? Fuori di qui! Vi farò espellere!"
"Davvero?" rispose Marco, ridendo mentre faceva scorrere le immagini di Müller che abusava di un minorenne mutato. "Questo video va dritto al rettore e alla polizia cantonale tra cinque minuti, a meno che tu non faccia esattamente quello che diciamo noi. La tua carriera, la tua pensione e la tua dignità sono nelle nostre mani."
Müller tremava, le ginocchia che cedevano. "Cosa volete?"
"Vogliamo le chiavi di questo ufficio," ordinò Karl, avvicinandosi a Girolamo e accarezzandogli i capelli con un possesso nuovo. "Vogliamo che tu sparisca ogni volta che abbiamo bisogno di 'ripetizioni'. E soprattutto, tu continuerai a proteggere Girolamo da chiunque altro, tranne che da noi. Tu sei il nostro paravento ora. Se Anselmo chiede, tutto sta andando bene. Ma la verità è che tu non sei più il padrone. Sei solo il custode del nostro giocattolo."
Sconfitto e terrorizzato, Müller abbassò lo sguardo, un uomo distrutto dai suoi stessi peccati. Girolamo guardò i suoi due nuovi "proprietari". Sapeva che il loro aiuto aveva un prezzo altissimo, ma vedere il potente Müller ridotto a un servo tremante gli diede un piacere oscuro.
Karl si girò verso Girolamo, prendendogli il mento tra le dita. "Ora, nipotina... finiamo quello che il professore ha interrotto. Ma stavolta, lui rimarrà in un angolo a guardare come ti usano i veri uomini."
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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